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Intesa USA-Iran

Pubblicato da In dies Info 19 maggio 2026
Finalmente, dopo un alternarsi di notizie contrastanti come mai si ricorda a memoria d’uomo, è stato firmato l’accordo USA-Iran: viene correttamente definito un memorandum di intesa, cioè un insieme di norme per trovare poi, entro 60 giorni, una intesa che porti alla fine delle ostilità, se non proprio alla pace. In effetti tutto dipende dall’andamento dei negoziati che, se eventualmente fallissero, porterebbero a una ripresa delle ostilità.
Se quando inizia una guerra non è prevedibile quali saranno gli sviluppi e le conseguenze (in questo caso non si prevedeva il blocco di Ormuz), così anche per la pace è difficile dire a cosa esso potrà portare. Ad esempio, la pace di Versailles della Prima guerra mondiale sembrava sancire l’annientamento della potenza germanica e invece, 20 anni dopo, fu la causa principale della ancora più tragica Seconda guerra mondiale.
Ovviamente Trump proclama a gran voce che ha vinto, ma ormai nessuno prende seriamente in conto le sue affermazioni, continuamente in contraddizione.
Ovviamente anche la Repubblica islamica proclama invece di aver vinto clamorosamente la guerra, resistendo con l’aiuto di Allah alla strapotenza americana. I commentatori occidentali in genere anch’essi riconoscono che effettivamente l’Iran può considerarsi vincitore.
Occorre esaminare gli obiettivi della guerra e i risultati raggiunti. Ci sembra che l’obiettivo principale fosse impedire all’Iran di avere l’atomica che, in mano agli ayatollah, poteva mettere in pericolo Israele e tutto il Medio Oriente e anche indirettamente l’Occidente. Infatti punto essenziale del memorandum, al punto n. 8, c’è la rinuncia dell’Iran a produrre l’atomica. Tuttavia l’Iran ha buon gioco a dichiarare che non ha concesso nulla, perché ha sempre negato ufficialmente di voler costruire quell’arma, considerata non in linea con i dettami dell’islam, ma solo di voler sviluppare usi pacifici dell’energia nucleare.
Tuttavia, a parte che è ben strano che un paese che galleggia su un mare di petrolio voglia poi costruire centrali atomiche, bisogna considerare che per l’uso pacifico basta arricchire l’uranio fino al 5% massimo, mentre in Iran si andava oltre il 60%. Ben chiaro quindi che il fine vero del programma era poi giungere alla bomba. In verità negli ultimi mesi si profilava anche la possibilità che le autorità religiose avrebbero potuto dare anche il permesso di costruirla.
Possiamo allora dire che si è raggiunto il risultato principale, che l’Iran non abbia l’atomica. È vero però che questo risultato era già stato raggiunto da Obama 11 anni fa e fu proprio Trump, nel primo mandato, a ritirarsi da quell’accordo per contrastare l’intervento iraniano contro Israele.
L’altro fine dell’attacco era l’appoggio che l’Iran presta ai gruppi combattenti contro Israele: Hamas, Hezbollah, anche gli Houthi. L’intesa prevede che cessino le ostilità anche in Libano, mentre non si parla direttamente di Hamas e Gaza.
Per quanto riguarda gli altri punti, si torna alla libera navigazione di Ormuz; tuttavia vi è una possibilità di controllo da parte dell’Iran (e Oman) su quelle acque internazionali.
Si tolgono poi le sanzioni internazionali che hanno strangolato l’economia: la rivolta contro il regime, prima limitata a gruppi che si battevano per l’emancipazione delle donne, si era infatti allargata a masse ben più consistenti, afflitte dalle difficoltà economiche portate dalle sanzioni.
Inoltre si prevede uno sblocco di fondi iraniani all’estero e soprattutto di ben 300 miliardi di un fondo non ben definito per la ricostruzione, in pratica una riparazione di guerra
Può essere considerato quindi un trionfo dell’Iran che ha resistito agli USA, ha ottenuto la fine delle sanzioni che bloccavano l’economia, con lo sblocco pure dei fondi e soprattutto con i 300 miliardi di un fondo non ben precisato che si configurano come riparazioni di guerra che indicano il vincitore (ad esempio della Germania a Versailles). Inoltre l’Iran non abbandona gli alleati che combattono contro Israele, il che poi è un punto di onore irrinunciabile.
Il punto negativo dell’atomica può essere ignorato negando che si avesse tale intenzione.
Quindi possiamo concludere che è una vittoria dell’Iran e possiamo anche dire che le operazioni a Gaza e in Libano di Israele non hanno raggiunto il loro fine sperato perché Hamas continua a controllare Gaza, o quello che ne resta, e altrettanto gli Hezbollah per il sud del Libano, da cui partono gli attacchi a Israele.
Tuttavia dobbiamo pure vedere gli sviluppi ulteriori dei prossimi anni. Quella che può essere considerata una vittoria delle forze che mirano alla distruzione di Israele è stata conseguita perché non si è tenuto conto delle perdite e dei disastri patiti. L’Iran, nella lotta non solo di questi mesi ma di sempre, ha avuto danni economici e civili gravissimi, è preda dell’inflazione e della povertà sempre più diffusa. Gli Hezbollah hanno visto i loro territori devastati, hanno subito gravi perdite dei loro miliziani.
Hamas ha visto Gaza ridotta tutta in rovina, con un altissimo numero di vittime e soprattutto una suprema tragedia di vita. Allora, man mano, potrebbero finalmente arrivare alla consapevolezza che questi tentativi di distruggere l’entità sionista, la lotta contro i piccoli e il grande Satana, come diceva Khomeini, porta solo a grandi e continui disastri.
Tutta la vicenda di questi anni dimostra che la distruzione di Israele è impossibile e che porta solo a una successione di tragedie per quelli che la tentano.
Si possono fare solo ipotesi: non sappiamo se avverrà o cosa avverrà in seguito a questa pace: è imprevedibile.