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Le esternazioni di Trump


 

 

Pubblicato da  Appunti aprile 2025

e su IN DIES info  15 aprile 2026

Giovanni De Sio Cesari

www.giovannidesio.it

 

 

 

L’inedito attacco al papa di Trump ha suscitato un coro di riprovazione unanime, quando mai si era visto nel mondo moderno così diviso su tutto: non si tratta poi di un fatto isolato ma solo il più clamoroso di una lunga serie.

Il problema, a nostro parere, non è il merito di quanto afferma Trump, che è un parere che può essere condiviso o meno, come un po’ accade in tutte le posizioni politiche. Quello che colpisce però è il modo di esprimersi di Trump, che pone in rilievo un fatto ormai divenuto innegabile: la sua megalomania patologica, indice di una mente non propriamente equilibrata. Ora accade che l’uomo che guida la nazione più potente del mondo, con i suoi eserciti più potenti di tutti gli altri nel mondo e, aggiungerei ancora, che ha a disposizione la famosa valigetta atomica, è una persona non troppo equilibrata: una vera minaccia per il mondo intero.

Il problema non sono, come dicevamo, le sue mosse politiche, che possono essere condivise o avversate come tutte le mosse politiche, ma il modo in cui vengono presentate, annunciate.

L’esempio più evidente è stato l’attacco al papa. Trump ha affermato che si tratta di un uomo debole, che non combatte la malavita (quale? forse il male che si sarebbe rappresentato dall’Iran?) e che è stato eletto perché c’era Trump come presidente USA.

Si può anche pensare che il papa, nell’attuale crisi del M.O., non abbia chiari i termini, che la guerra contro l’Iran per impedirle di essere una potenza atomica sia giusta e necessaria, ma è il modo in cui Trump pone la questione che lascia un’impressione di non equilibrio mentale. Innanzi tutto non era mai avvenuto che un leader politico attaccasse così duramente il papa ignorando ragioni di opportunità politica: in questo modo ci si aliena l’elettorato cattolico.

Va poi considerato che l’appello alla pace costituisce, diciamo, anche un obbligo pastorale: nessuno nell’ambito cristiano ormai pensa più a guerre sante come il Deus vult dei crociati. Si aggiunga poi che gli inviti alla pace, alla riconciliazione non valgono solo per gli USA e Trump ma anche per la parte avversa iraniana e proxy; come giustamente ha detto il papa, non si tratta di una discussione politica ma del messaggio evangelico.

Del tutto priva di senso è poi l’affermazione che l’elezione del papa sarebbe stata dovuta alla sua elezione: e perché mai? Magari si potrebbe pensare che l’elezione è avvenuta malgrado Trump, ma nemmeno. Sono chiaramente fatti indipendenti avvenuti per caso in tempi vicini. Ma allora è mai possibile dire una scempiaggine del genere?

La misura poi è veramente colma, anzi diremmo preoccupante, nell’immagine prodotta dalla AI e pubblicata sui social di un Trump nelle inequivocabili apparenze di Gesù, che pare guarire un ammalato su uno sfondo di armi e di guerra.

Ma che significa? Che forse Trump è un novello Gesù ridisceso in terra? Ma cosa c’è veramente nella mente di Trump, davvero preoccupante: si può credere nella divinità di Cristo o meno, ma solo un folle può ritenersi Cristo.

Già nel passato Trump si era mostrato sui social nelle vesti del papa: crede forse di essere anche un capo religioso?

Si veda qualche altra presentazione sui social, come ad esempio Gaza trasformata in una riviera di vacanze di lusso con lo stesso Trump insieme a Netanyahu a crogiolarsi al sole. Certo si può pensare che Gaza a un certo punto debba essere sgombrata dalla folla eccessiva dei suoi abitanti, anche se in verità non si riesce a immaginare come. Ma presentare quelle scene in un momento in cui a Gaza si muore, in cui tutto è stato distrutto e folle disperate si aggirano tra le tragiche rovine, non pare certo appropriato. Appare come un insulto sanguinoso a un popolo decimato, affamato, in lotta quotidiana per la sopravvivenza. Si può pensare che la colpa di tutto ciò sia di Hamas e non di Israele, che comunque occorre risolvere la situazione e che magari un giorno, quando che sia, possa trasformarsi in un luogo di vacanze come Sharm el Sheikh, ma è chiaro che un video del genere è improponibile. Che forse veramente Trump pensa di poter creare così dal nulla una terra di vacanze in cui riposarsi magari dopo il mandato?

Mah, non sappiamo, certo però non dimostra senso di equilibrio e di opportunità che soprattutto un politico deve possedere.

Pensiamo poi ai tanti annunci in questa guerra con l’Iran. Come si fa a dire che non ha più bisogno dell’aiuto della NATO perché la guerra è già finita con la sua vittoria? Forse possiamo pensare che alla fine gli USA ne usciranno vincitori (chissà), ma certo la guerra è ben lontana dall’esser finita. E poi a un certo punto l’ultimatum di poche ore nel quale si minaccia addirittura la fine della millenaria civiltà iraniana, che risale a Ciro il Grande.

Ma che senso ha parlare di distruzione di un’intera civiltà? Al massimo potremmo pensare a una sconfitta definitiva. Nel 1945 il Giappone e la Germania furono definitivamente sconfitti, ma possiamo mai dire che la civiltà tedesca o giapponese siano sparite? Che senso avrebbe?

In conclusione, la politica seguita da Trump può avere le sue motivazioni, può essere giudicata opportuna o necessaria, ma le esternazioni, gli atteggiamenti di Trump mostrano uno scarso equilibrio, un senso di onnipotenza patologico.

Appare veramente un pericolo per l’umanità.