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Trump: il re è nudo

Pubblicato da americacallsitaly 17 gennaio 2026
A
me, stranamente, la figura di Trump ricorda il racconto de “Il re è nudo”.
È un’antica favoletta resa celebre da Andersen, ma riportata in molte versioni
diverse un po’ in tutta Europa. Narra di alcuni imbroglioni che si inventano di
vestire il re con abiti che solo le persone intelligenti possono vedere, e
quindi ognuno, per non essere considerato stupido, finge di vedere gli abiti che
in realtà non ci sono. Solo un villano (un bimbo in Andersen), che non conosce
questa ideologia, nel vederlo così com’è grida: “Il re è nudo”.
Io
penso a Trump come a quel villano. Il mondo politico ha adottato da molti anni
un filtro, un inquadramento dei fatti che in realtà molte volte nasconde i
fatti: Trump, con il suo semplicismo e la sua impreparazione, li vede quali
sono.
Ma Trump è appunto un villano incompetente: nella sua grossolanità, ignoranza,
nella sua estrema autoesaltazione, sarà poi capace di implementare una politica
efficace?
Le
azioni di Trump in questo anno sono state davvero eccezionali, ma nel lungo
periodo, che è quello che conta, che succederà?
Ha vinto le elezioni promettendo che l’America non sarebbe stata più coinvolta
nei conflitti internazionali, ma pare che gli USA non siano mai stati coinvolti
su tanti fronti.
Tutti cercano di blandirlo per avere qualche vantaggio, ma nessuno gli è poi
amico, nemmeno l’Europa.
Per esemplificare, vediamone alcuni momenti.
Diritto internazionale
Tutti gridano che Trump sta ignorando il diritto internazionale e quindi creando
un mondo nel quale la forza del diritto viene sostituita dal diritto della
forza. Ma guardiamo i fatti reali.
Quale situazione di crisi internazionale, di scontro armato, è stata risolta
secondo un diritto che può avere applicazione solo in situazioni di non crisi o
di scontro violento? Se guardiamo agli scontri globali degli ultimi 80 anni, noi
abbiamo il conflitto della Guerra Fredda, quello della decolonizzazione e poi le
tragedie del fondamentalismo islamico. Nessuno di questi conflitti, nessuno dei
suoi innumerevoli scontri con tanti milioni di morti, è stato risolto con il
diritto internazionale. E questo avviene non per la malvagità degli uomini, ma
perché non esiste una forza in grado di far rispettare il diritto
internazionale, e direi soprattutto perché nei conflitti ciascuna delle parti
ritiene (o finge di ritenere) di essere nel giusto e dalla parte del diritto. La
soluzione dei conflitti dipende proprio dalla forza, che finisce anche con il
porsi come diritto.
Trump vede questa realtà e apertamente non si cura minimamente di rispettare un
diritto che in realtà nessuno ha mai rispettato.
Tuttavia è anche vero che nel suo semplicismo, rozzezza, autoesaltazione e
contraddizioni rischia però di isolare l’America, rendendosi nemico di tutti gli
altri Paesi. I politici esperti hanno un modo di fare che, pur non tenendo conto
nei fatti del diritto, danno un’interpretazione del loro agire come se fosse
conforme al diritto e alla giustizia, e soprattutto si preoccupano di trovare
alleati e non nemici.
Dazi
C’è stata l’illusione che una globalizzazione economica portasse a tutti prosperità e benessere. In realtà, se si considera il PIL globale, questo è vero; però è anche vero che le merci dei Paesi poveri, essendo più economiche, tendono a sostituire quelle prodotte nei Paesi più ricchi, creando il deserto industriale e quindi disoccupazione, polarizzazione dei redditi, crisi della classe media.
Tuttavia i dazi imposti del tutto capricciosamente da Trump, senza un piano
veramente organizzato sui fatti, possono fallire nel loro fine. Non si sa se
effettivamente essi porteranno a un reinsediamento di industrie con molta
manodopera in USA (ma esistono ancora?) e se lo sconvolgimento del commercio
finirà con il danneggiare anche gli USA stessi. D’altra parte, al contrario di
quello che dice Trump, i dazi per avere effetto vanno pagati dagli americani
stessi e quindi porterebbero inflazione.
Soprattutto poi i dazi degli altri Paesi si innalzeranno e potranno danneggiare
le merci americane.
Migranti
Di fronte all’accettazione buonista si vede che essi pongono un grande problema per i ceti meno abbienti e avvantaggiano quelli più abbienti (effetto analogo a quello delle merci). Non risolvono nemmeno i problemi del Paese di origine, anzi, privandoli dei cittadini più intraprendenti, finiscono con l’aggravarli. Non si possono bloccarli con metodi umanitari, ma solo con metodi duri, che Trump usa senza esitazione.
Tuttavia essi sono contro la coscienza generale dell’Occidente e quindi è difficile il loro uso generalizzato. Ci si chiede se Trump abbia espulso più di quanto i suoi predecessori. Non si sa bene. Ma pure questo è un problema che non si può affrontare con il semplicismo.
Ucraina – Russia
Tutti in Europa a gridare che la Russia è invasore, che ha rotto il principio dell’intangibilità dei confini che durava dal 1945, che dopo l’Ucraina invaderà l’Occidente. In realtà si può anche ritenere che la Russia si sentisse effettivamente minacciata dall’estensione della NATO in Ucraina, che si tratta di un conflitto esploso con la disintegrazione di uno Stato secondo confini non etnici, così come avvenne nella terribile guerra nella ex Jugoslavia. Soprattutto non si vede perché mai la Russia dovrebbe invadere l’Europa occidentale e, anche se mai lo volesse, non ne sarebbe in grado di farlo, visto che non è riuscita a piegare nemmeno l’Ucraina.
In
fondo la guerra ucraina dipende da uno scoppio di nazionalismi e timori
infondati, e questo Trump riesce a vederlo.
Tuttavia tutti i suoi sforzi per portare le parti alla pace (e vincere
l’agognato Nobel) sono stati vani, perché non ha idee chiare su come si possa
riuscire in questa impresa.
Venezuela
È
stata un’operazione veramente eccezionale dal punto di vista militare rapire
Maduro: non era mai accaduto prima qualcosa del genere.
Non sappiamo però cosa accadrà in Venezuela.
Tutti si aspettavano che Trump aiutasse l’opposizione (Machado) a riprendersi il potere, ma, fra lo stupore generale, sembra averlo escluso. Sembrerebbe solo che voglia un Venezuela amico dell’America. Ma come è possibile se il Venezuela resta governato dallo stesso partito ideologico di prima, che ha per propria caratteristica l’antiamericanismo (inteso come anticapitalismo)? E che succederà all’opposizione, ai milioni di cittadini rifugiati all’estero? Diventeranno nemici dell’America che appoggia i loro nemici? Magari tutta l’America Latina diventerà un’immensa Cuba. È un quadro molto complesso che il villano Trump affronta con molto semplicismo, anche se vede che la globalizzazione ha risultati negativi per i Paesi più evoluti.
La riviera di Gaza
In Medio Oriente Trump appoggia Israele senza se e senza ma. In un famoso video creato fra il serio e il faceto con l’intelligenza artificiale si è mostrata una Gaza divenuta una riviera di lusso per vacanzieri, cosa del tutto assurda. Ma, a pensarci bene, quale può essere il futuro di Gaza?
In una zona desertica e improduttiva si è formata, grazie a un’esplosione demografica, una popolazione che è almeno 20 volte superiore a quella che quel territorio può ospitare. Per il momento — che poi sono tanti anni e due o tre generazioni — essa viene sostenuta con aiuti internazionali come non accade in nessun’altra regione del mondo. Ma si andrà avanti sempre così? Dove potranno mai trovare una terra che li possa ospitare e sostenere? Distruggere Israele e tornare alle terre di origine è il proposito, ma tutti vedono che questo non è possibile. Potrebbero essere assorbiti in Cisgiordania con la formazione dei due Stati. A parte il fatto che la creazione di uno Stato palestinese pare cosa ben lontana, comunque non ci sarebbero lo spazio e le risorse necessarie.
In fondo Trump, da villano, mostra che la soluzione sarebbe una riviera di vacanze, ma è ben chiaro che questo non avverrà mai.