PROPOSTE
DI COLLABORAZIONE
Verso
le 18,30 ritornammo al monastero dove feci finalmente una doccia;subito dopo
Pensavo
di dormire almeno dieci ore, ne avevo bisogno,e invece il giorno dopo alle otto
del mattino sentii chiamare:”Signora! Signora”; erano i miei compagni di
viaggio che venivano di prima
mattina a prendere un caffè a casa di Lessia. Iniziava una nuova giornata.
Mentre
mi preparavo, l’aroma del caffè mi svegliò completamente. Ci intrattenemmo a
parlare con mamma Maria per alcune ore durante le quali lei mostrò a Pasquale,
il farmacista, le sue gambe gonfie e piene di varici. Il mio amico le diede dei
medicinali per alleviare il dolore e il gonfiore, mentre io le diedi le mie
gocce per la tosse perché questo disturbo non le dava un attimo di tregua.
Verso
le undici ci recammo al monastero dove ci attendeva padre Benedict nel frattempo
tornato da Leopoli. Ci offrì la colazione.
Durante
la colazione Gennaro e Pasquale, con grande umiltà, cercarono di spiegare al
Superiore del monastero, lo scopo del nostro viaggio: avviare un piano di
sviluppo per gli abitanti del luogo con l’aiuto dei monaci. Avremmo voluto che
le donne del posto producessero manufatti: tovaglie, tovaglioli e coperte
ricamate, lavoro in cui tutte sono molto brave. Avremmo anche voluto che gli
uomini avessero prodotto opere in legno.Avremmo potuto vendere tutto qui in
Italia e mandato il ricavato in Univ. Avremmo voluto cominciare da qui. Era pur
sempre qualcosa.
Inoltre
il maestro Gennaro aveva dato la sua disponibilità a ritornare in Ucraina per
insegnare le tecniche della pittura e della scultura ai monaci i quali a loro
volta, avrebbero potuto creare una scuola per i ragazzi del posto. Padre
Benedict era entusiasta da queste idee.
Da
parte mia gli chiesi di mettere a disposizione dei bambini della scuola, un
pezzetto di terra (il monastero ne ha tanta e non tutta coltivata) affinché
tutti si incontrassero lì per giocare; inoltre consigliai a padre Benedict di
affidare i bimbi piccoli ai più grandicelli che avrebbero potuto aiutarli in
attività diverse nei vari giorni della settimana. Se fosse servito materiale
per i giochi e per altre attività, ci avremmo pensato noi.
Padre Benedict accettò ed il giorno successivo, lo facemmo incontrare con la direttrice della scuola per “siglare” questo patto. Eravamo molto felici: eravamo riusciti ad ottenere veramente un buon risultato.