PADRE ODEON
Una
cosa molto bella che ci capitò durante questa visita fu l’incontro con padre
Edeon, unico monaco veramente vecchio. Aveva più di ottant’anni e circa 62
anni fa era stato a Roma e quindi non parlava più in italiano da quel periodo.
Padre
Benedict, il nostro accompagnatore, ci fece entrare in una cella dove ci
aspettava il vecchio frate.
Ero lì seduta su una
vecchia poltrona di fronte a questo vecchio affetto da “morbo di Parkinsons”.
Aveva una mano che gli tremava in modo vistoso, io gliela strinsi fra le mie
mani. In quel momento, i miei occhi si riempirono di lacrime, una grande pace
scese nel mio cuore. Non so perché ebbi la sensazione di trovarmi davanti ad
una persona simile a Padre Pio da Pietralcina.
Ci
chiese da quale città italiana venivamo; quando sentì “Napoli”,sorrise e
si ricordò ”vedi Napoli e poi muori”. Fu un incontro stupendo, pieno di
forti emozioni.
Prima
di lasciarci padre Edeon ci regalò una tavoletta di cioccolata ucraina.
Andammo
a pranzo a casa di Lessia e di
pomeriggio ritornammo al monastero da padre Benedict e con la nostra
traduttrice, gli spiegammo, ancor meglio, lo scopo del nostro viaggio. Il nostro
interlocutore ci diede l’impressione di essere contento.
Dopo
questo nuovo colloquio, sul pomeriggio tardi, ci ritrovammo di nuovo a casa di
Lessia, dove conoscemmo meglio Cristina, sua figlia.