CRISTINA
Cristina
era una ragazza di circa sedici anni, aveva vissuto sempre ad Univ condividendo
con sua nonna Maria e sua mamma la grande povertà del suo villaggio.
Era
alta, prosperosa anche se il cibo era a base di patate e latte, capelli lunghi
biondissimi ed occhi azzurro-cielo: una ragazza dai lineamenti bellissimi.
Molto
intelligente e in ogni momento si era disponibile a dare aiuto ad ogni bambino
del suo paese sia dal punto di vista didattico che da quello sociale. Molte
volte, quando un piccolino soffriva per la mancanza della mamma lontana, lei
cercava di alleviargli il dolore: lo teneva con sé, a casa sua, lo accudiva in
tutto. Otteneva degli
ottimi risultati a scuola, frequentava la chiesa in cui faceva parte del coro.
Mostrava
una maturità superiore alla sua età: soffriva tanto per la situazione della
sua Ucraina e ci comunicò che avrebbe voluto studiare
giurisprudenza per cercare di cambiare almeno qualcosa dove, per avere un
futuro appena decente, le persone sono costrette ad andare via dalla loro terra
natia. Aveva uno sguardo tanto triste, quando parlava della sua terra!
Cristina,
però era consapevole che sarebbe stato anche molto difficile arrivare alla sua
meta: avrebbe dovuto frequentare per tre anni il liceo, pagando una somma non
certo abbordabile per sua madre se fosse rimasta lì, e poi andare
all’Università. Qui tutto aveva un costo molto alto: per la scuola superiore,
c’erano da pagare oltre le normali tasse d’iscrizione, un’altra tassa
(chiamiamola “pizzo”).
Cristina, si è resa conto della sua situazione economica, per cui oggi lei frequenta una scuola per infermiera professionista e poi vorrebbe venire in Italia per il tirocinio, sapendo bene che dovrà ritornare in Ucraina dove cercherà di alleviare, in un altro modo, il dolore della gente.