EVOLUZIONE DEL GRUPPO SCOLASTICO

L'evoluzione del gruppo sociale si esplica in gradi che si succedono lentamente  ma incessantemente. La età di grazia  viene ritenuta generalmente  quella compresa fra  fra gli otto e gli undici anni. Prima degli  otto anni,  pur desiderando di socializzare il bambino  in effetti vi riesce solo parzialmente. L'egocentrismo  non superato gli fa vedere gli altri sempre in funzione di se stesso, l'intelligenza non è ancora in  grado di comprendere veramente che ,oltre al suo, esistono anche altri punti di vista. Verso gli otto anni invece il fanciullo è maturo per socializzare  con i suoi compagni in modo che con tutta probabilità non avverrà più in futuro. Il bambino sente il  bisogno di socializzare  il suo punto di vista discutendo con i suoi compagni degli argomenti che più gli interessano. Dopo questa età il processo di socializzazione va incontro a una involuzione  spesso brusca. Con il passare  del tempo,con il  preannunciarsi della crisi puberale il fanciullo rimane solo. il gruppo della scuola media è molto  meno compatto di quella delle elementari. ma già in quinta elementare è possibile notare i prodromi  della involuzione. Vediamone le ragioni.

La intelligenza comincia a a farsi più astratta, il ragazzo comincia a comprendere le cose anche se non ne ha diretta esperienza. Questo spostamento di interesse porta alla svalutazione della discussione fra i coetanei. Infatti se i ragazzi parlano di cose comuni, quotidiane, di cui ciascuno ha familiarità diretta allora ciascuno può dare il suo parere che viene ascoltato dagli altri e che è pari per autorità a quello degli adulti. Ma con il rafforzarsi dell'interesse per gli argomenti di cultura l'autorità dell'adulto  diviene  predominante.  Di fronte all'insegnante che parla di conoscenze  scolastiche  il ragazzo non può a meno di tacere , non è ancora maturo per avere un proprio parere. Viene a mancare fra i ragazzi la base delle discussioni.

Una seconda ragione di involuzione risiede nell'affiorare delle personalità individuali . Fino a dieci o undici anni la personalità di ciascuno non appariva in modo così  netto. Non che ciascuno non avesse caratteristiche proprie  ma i compagni non ci badavano, non ne prendevano coscienza. Ora invece ogni ragazzo vuole affermare la propria personalità ed entra necessariamente  in contrasto  con gli altri  animati dalla stessa esigenza. L'unità del gruppo è così irrimediabilmente  compromessa. Non si è ancora maturi per comprendere che la socialità presuppone e non esclude la individualità. Ma questo principio d'altronde è difficilmente compreso anche nella società adulta. 

Inoltre  anche la scuola stessa finisce con il contribuire alla dissoluzione del gruppo sociale in quanto  sancisce  le differenze individuali  classificando i ragazzi con i voti scolastici e il fanciullo si fa sempre più maturo per capirne l'importanza.

Con l'aumentare poi della preoccupazione del profitto scolastico  l'insegnante finisce con il restringere  sempre più il terreno delle attività sociali. Indubbiamente in una quinta elementare  le attività sociali  già tendono a perdere importanza rispetto a quelle tendenti al profitto.  Nella scuola media la vita sociale viene quasi messa al margine . 

Alla socialità di gruppo in parte viene sostituita l'amicizia a due. Specialmente le bambine  inclinano a tali amicizie  sia perchè il processo evolutivo  generale è più precoce  di quello dei maschi  sia perchè in loro ll senso sociale è generalmente meno forte. Nella età di grazia della socialità le amicizie a due erano riguardate con sospetto, e giustamente,  perchè in effetti era un tentativo di evitare la socializzazione: il formarsi di sottogruppi  minacciava la compattezza del gruppo principale. Va notato che la unità cosi perduta  a scuola si mantiene ancora a lungo nel gruppo di gioco specialmente presso i maschi. Le bambine diventano delle "signorine" e disdegnano alquanto il gioco. Il gioco mantiene ancora una sua forza e apre spazi di vita sociale perchè mancano in esso le cause che provocano  la dissoluzione del gruppo scolastico. infatti durante il gioco poco ci si preoccupa di problemi culturali e anche lo spicco delle personalità , pure essendo più forte,  non viene tanto notato.

Dopo la crisi puberale , superato le sue tempeste   si giungerà alla vita sociale  più matura e consapevole della vita  adulta. Ma forse l'ingenuità,la semplicità del gruppo  infantile non si troverà più e e la si  ricercherà invano per tutta la vita. Spesso è proprio questo tipo di socialità che da adulti ci fa ricordare   la  fanciullezza come l' età bella, l'età felice in cui si era veramente tutti amici