Marocco: suicidi di disoccupati

venerdì, gennaio 20, 2012
di Giovanni De Sio Cesari

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Cinque disoccupati marocchini si sono dati alle fiamme nella capitale Rabat, nell’ambito di manifestazioni diffuse nel Paese per la mancanza di posti di lavoro, soprattutto per i laureati. I tre non sono morti ma ricoverati in ospedale, in gravi condizioni, Gli uomini facevano parte del movimento “disoccupati laureati”,  una serie di associazioni in tutto il paese Le loro manifestazioni sono spesso violentemente disperse dalla polizia e hanno portato a scontri in alcune città.
Circa 160 membri del movimento avevano occupato  un edificio del ministero dell’istruzione superiore per due settimane a Rabat. I sostenitori  avevano  portato loro cibo fino a due giorni fa quando le forze di sicurezza li hanno fermati. Le autorità hanno impedito loro di ricevere cibo e acqua, per cui cinque persone che erano andati  fuori per procurarsi il cibo  hanno  minacciato di darsi fuoco se fossero  stati fermati Un video pubblicato dal gruppo mostra una folla che getta pane sopra le teste della polizia verso un edificio e  diversi giovani  che  saltano giù per  raccogliere il pane. Quando la polizia anti-sommossa armata di manganelli hanno cercati di fermarli gli  uomini si sono dati fuoco  e  hanno iniziato  a correre in giro prima di essere circondati dai  sostenitori che hanno soffocato le   fiamme
In Marocco  il tasso di disoccupazione ufficiale è s 9,1 per cento a livello nazionale,  intorno al 16 per cento per i laureati e 31,4 per cento per i minori di 34 anni. Il governo ha presentato il suo nuovo piano al parlamento con un focus sulla creazione di occupazione, istruzione e assistenza sanitaria. Il governo a guida islamica, eletto a novembre dopo elezioni anticipate bandite  dal re, ha promesso di creare 200.000 nuovi posti di lavoro all’anno in investimenti pubblici e privati. Eppure  l’economia marocchina ha registrato tassi di crescita costante per gli ultimi anni di circa 4 o 5 per cento, ma non è stata in grado di creare abbastanza posti di lavoro per il crescente numero di giovani che entrano nella forza lavoro ogni anno.
Il
suicidio per fuoco  in  Tunisia di Mohammed Bouazizii nella città di Sidi Bouzid nel dicembre 2010 divenne il simbolo delle profondità della disperazione dei poveri del Nord Africa e del Medio Oriente dando inizio alle rivolte in corso
La scorsa settimana, altre quattro persone si erano  dati fuoco in Tunisia,
Se noi confrontiamo i dati della disoccupazione in Marocco  con quelli italiani non vediamo poi grandi differenze , differenze che invece sono  evidentissime per il tasso di sviluppo: noi non ci sogniamo nemmeno lontanamente tassi di sviluppo intorno la 5%  anzi prevediamo recessione ormai inevitabile
La differenza sta nel fatto che in Italia  i giovani possono ricevere l’aiuto sostanzioso dei genitori lavoratori o pensionati : ma che accadrà quando, con il volgere inesorabile del  tempo, questa specie di nascosto  welfare familiare verrà a mancare?

Per un video di al Jazeera ( in inglese)  sulle dimostrazioni :
http://www.youtube.com/watch?v=bQwsa6V1WkU&feature=player_embedded#

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