Pubblicato su www.cattolici.net   lunedi/13/9/04      HOME  

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LIBERTA’ RELIGIOSA
di: Giovanni De Sio

 


La nostra Costituzione e soprattutto la nostra cultura riconoscono le libertà personali e fra di esse la libertà religiosa è senza altro la prima sia da un punto di vista storico che logico.
Molti concludono quindi che qualsiasi visione religiosa debba essere rispettata e garantita nel sistema della nostre libertà . Ma in realtà questa affermazione è veramente fondata? Esaminiamo brevemente la questione.
Facciamo un caso puramente teorico: se una religione imponesse sacrifici umani (ce ne furono molte nel passato) una tale prescrizione non potrebbe certo essere permessa in Italia , nessuno ne dubita. Perchè ? Perché sarebbe in contrasto con le nostre leggi. Infatti ogni libertà comprese quelle religiose è ammessa solo se non in contrasto con le nostre leggi e quindi soprattutto con la Costituzione che è la nostra legge fondamentale. Noi non possiamo e soprattutto NON dobbiamo permettere e tollerare pratiche che ledano i principi della nostra costituzione, della nostra cultura civile.
Ad esempio a proposito della pratica delle mutilazioni genitali femminili ( che non è un prescrizione islamica, è bene precisare) alcuni propongono che poichè questa pratica viene comunque eseguita anche in Italia fra immigrati sarebbe allora preferibile che avvenissero presso strutture pubbliche che garantirebbero comunque dalle complicazioni infettive. Possiamo comprendere lo spirito umanitario di proposte di questo genere ma noi riteniamo invece che poichè tale pratica è certamente in contrasto con lo spirito della Costituzione ( e con i principi della nostra cultura) non può in nessun caso essere ammessa nel nostro paese nè nelle strutture pubbliche né nel chiuso delle famiglie.
Lo stesso discorso può essere fatto in tutti gli altri e numerosi casi in cui pratiche culturali e religiose siano in contrasto con i nostri principi. Non possiamo certamente ammettere la poligamia anche se l’lslam ( e anche certe tradizioni indiane e cinesi) lo prevedano. Se la shari’ah ( legge islamica) non ammette che una donna mussulmana possa sposare un cristiano ( viene pero ammesso il contrario) o se non si ammette la conversione del mussulmano ad altra religione (“niddah” che sarebbe passibile di pena di morte ) bisogna ben chiarire che principi del genere non possono valere nel nostro paese in cui ciascuno è libero di sposare chi vuole o seguire la religione che crede senza per questo sentirsi minacciato. In questa prospettiva andrebbe valutato anche l’uso del velo islamico. Se si ravvisasse che esso è uno strumento di discriminazione verso la donna ( a noi , precisiamo, non sembra però affatto che lo sia ) esso dovrebbe essere bandito e non solo nelle scuole.
Occorrerebbe innovare in campo legislativo per prevedere chiaramente comportamenti del genere come reato: le mutilazioni femminili attualmente non costituiscono chiaramente un reato perché essendo ignoti nelle nostre tradizioni non è previsto il caso specifico.
Ancora più efficacemente bisognerebbe, nel concedere il permesso di soggiorno nel nostro paese, valutare attentamente tutti quegli atteggiamenti in contrasto con la nostra civiltà e nel caso che si accertasse la volontà di non abbandonali, negare, senza esitazioni il permesso di soggiorno. Insomma, esemplificando, si potrebbero eseguire visite mediche sulle figlie degli immigrati provenienti da certe aeree: se si constatassero infibulazioni e simili crudeli pratiche si potrebbe revocare il permesso di soggiorno ai loro genitori.
Noi non dobbiamo pensare agli immigrati come degli stranieri che si trovano occasionalmente nel nostro territorio che possano quindi vivere seguendole loro regole di vite. Gli immigrati fanno parte della nostra società: sono solo temporaneamente degli stranieri ma nel breve volgere di pochi anni essi anche giuridicamente diverranno cittadini italiani come è giusto e doveroso che avvenga. Occorre allora che gli attuali immigranti siano posti chiaramente di fonte alla chiara ed inequivocabile condizione che per entrare nella nostra società debbano accettare i nostri principi fondamentali. Fra di essi vi è anche e soprattutto la libertà religiosa ma solo nell’ambito e nei limiti dei principi generali della nostra civiltà.