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Problemi e società

I Sinti di Mestre

Giovanni De Sio

Domenica, 8 giugno 2008--------------------------- A Mestre si è creato un caso per la edificazione di un campo destinato ai Sinti, residenti in un altro campo ritenuto, pero, non idoneo. Non intendiamo entrare nel merito del caso particolare di cui non conosciamo tutti i dettagli ma esaminare i principi che sono stati messi in discussione. La obiezione fondamentale presentata degli oppositori dell’iniziativa è stata che se se i Sinti sono cittadini come gli altri hanno gli stessi diritti e doveri degli altri cittadini e non si giustificherebbe quindi un intervento pubblico a loro esclusivo vantaggio: una specie di razzismo alla rovescia, insomma. Ma approfondiamo un pò il principio della uguaglianza dei cittadini Lo stato moderno parte dal principio che tutti sono uguali davanti alla legge: articolo 3 della Costituzione : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. “ pero non si ferma alla formale uguaglianza giuridica ma tende a rendere tale uguaglianza effettiva se non nei risultati. naturalmente , almeno nelle possibilità : e infatti l’art. 3 continua : “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” In effetti lo Stato si pone come equilibratore solidaristico : attraverso il prelievo fiscale prende a chi ha di più per dare a chi ha di meno: articolo 53, progressività dei contributi: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” In concreto ci sono (o ci dovrebbero essere) provvidenze per tutte le categorie che ne abbiano bisogno: gli anziani, gli handicappati, gli ammalati, i poveri, i bambini, le mamme ecc, Ora i Sinti veneziani sono cittadini italiani, ed è una categoria che ha per motivi storici culturali gravissime difficoltà di inserimento: allora se vogliamo e dobbiamo pretendere che si inseriscano e che non si riducano a mendicare e a rubare dobbiamo in qualche modo dare d essi un aiuto. Non solo non sarebbe cristiano ed umano ma nemmeno ragionevole pretendere che essi non rubino e non mendichino senza dare pero ad essi un doveroso aiuto perche si inseriscano Ne vale affermare che vi sono cose più urgenti come ad esempio provvedere alle abitazioni degli altri Veneziani in apposite liste di attesa: con questo criterio non potremmo mai fare niente ; anche restaurare San Marco è meno urgente di dare una casa a chi non l'aspetta e cosi per ogni cosa ci sarebbe sempre una più urgente : in questo modo, poichè non è mai possibile cambiare tutto, non potremmo mai cambiare nulla. Come ci sono fondi per l'edilizia popolare, per l'istruzione per il turismo e infinite altre cose (molte anche superflue e alcune propriamente inutili) vi saranno anche fondi di aiuto per i Sinti che sono cittadini bisognosi di aiuto Certamente vi sono limiti di bilancio, priorità economiche , necessità produttive: ora si può pensare che magari si poteva spendere molto di meno per i Sinti di Mestre : però sul principio che anche i Sinti devono essere aiutati mi pare che non ci dovrebbero essere dubbi Tutto cio dal punto di vista propriamente giuridico: ma non bisogna mai dimenticare che l’aiuto fraterno verso coloro che sono nel bisogno è la legge fondamentale del Cristianesimo accolta per altro dalla civiltà occidentale che dal cristianesimo ha avuto impronta a e genesi: che senso avrebbe allora parlare di radici cristiane dell’Europa? E scritto:: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli” (Mat 7:21) “ ma "Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi". (Mat 25:34-36) .

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