Pubblicato su www.cattolici.net lunedi 22/5/06 HOME
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PRINCIPIO DI RECIPROCITA’ di Giovanni De Sio Cesari
Nei rapporti con il mondo islamico spesso si sente invocare il principio di reciprocità . Ad esempio si dice che se i musulmani possono avere libertà religiosa nel nostro paese allora essa deve essere riconosciuta anche ai cristiani in paesi a maggioranza mussulmana o che il permesso per la costruzione di una moschee andrebbe subordinata ad analogo permesso per una chiesa cristiana. Non ci pare pero che il principio della reciprocità sia a applicabile nei rapporti con i mussulmani. Innanzitutto il principio della reciprocità riguarda i rapporti fra stati: quindi è applicabili ai cittadini di uno stato nei rapporti con enti o persone appartenenti all’altro stato contraente. Se l’Italia consente a un egiziano di commerciare in Italia, l’Egitto deve consentire che anche un cittadino italiano possa fare altrettanto in Egitto. Si presuppone cioè che italiani e egiziani restino cittadini dei rispettivi paesi e solo occasionalmente, per un tempo determinato, svolgano le loro attività nell’altro paese. Ma questo non è certamente il caso degli immigrati: questi intendono trasferirsi stabilmente nel nostro paese e desiderano acquisire la nostra cittadinanza anche se possono conservare quella originaria. Anche se giuridicamente sono cittadini stranieri presenti nel nostro territorio però da un punto di vista sociale e politico sono in effetti persone che si accingono a diventare cittadini italiani, a far parte quindi stabile e definitiva del nostro popolo. Non possono quindi essere considerati stranieri occasionalmente soggiornanti ai quali possano applicarsi accordi internazionale ma nuovi cittadini ai quali si applicano i principi giuridici e le leggi della nostra nazione D’altra parte sarebbe veramente assurdo pensare che poiche non vi è libertà religiosa in alcuni paesi questa non vi dovrebbe essere nemmeno da noi o che se secondo le leggi islamiche chi si converta ad altra religione è passibile della pena di morte dovremmo fare altrettanto noi. E una idea del tutto insostenibile: noi auspichiamo e lavoriamo pacificamente perchè per principi che ormai consideriamo di civiltà come la libertà religiosa, i diritti umani, la democrazia si espandano in tutto il mondo ma non possiamo sospenderli nei nostri paesi per quelle persone che provengono dai paesi ove essi non vigono e che vengono da noi a volte non solo per ragioni economiche ma anche per godere di quei diritti che la nostra civiltà assicura a tutti, senza distinzione di religione,lingua, razza o sesso.
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