Rubriche

Problemi e società

Carità in ferie

Giovanni De Sio

Venerdi,5 agosto 2011
Con l’arrivo delle ferie estive le città si svuotano anche se non tanto come una volta : comunque vi è la forte tendenza a allontanarsi dal proprio contesto abituale per andar “altrove” dovunque esso sia. Ma non sono pochi anzi tantissimi quelli che non possono andare “altrove”: gli anziani prima di tutti ma non solo essi: gli ammalati, gli emarginati, i derelitti gli afflitti . In questa situazione tendono a accentuarsi gli abbandoni e con essi anche le morti solitarie senza che nessuno se ne accorga: si scopre che il vicino è morto da giorni
Si comprende il disagio o meglio l’angoscia che si prova per questi fatti
Pero, vediamo , perche avvengono?
La prima idea è che noi siamo diventati egoisti, pensiamo solo a noi stessi , non ci curiamo più del nostro prossimo che può morire accanto a noi nella nostra più totale indifferenza. Pero vediamo meglio.
Quando si viveva in piccoli paesi la gente si amava e si odiava , era buona e cattiva più o meno come ora: pero tutti conoscevano tutto di tutti e quindi si sapeva se qualcuno era in bisogno e nessuno poteva essere lasciato solo. Nelle città moderne invece nessuno conosce nulla di nessuno e quindi nessuno sa se qualcuno è veramente nel bisogno.
Quando usciamo c’è una folla di gente che a ogni semaforo tende la mano: ma non li conosciamo, non sappiamo se hanno veramente bisogno o sono solo furbi che fingono. Altri chiedono per questa o quella categoria di bisognosi ma non sappiamo se invece sono degli imbroglioni Quando passiamo nelle stazioni vediamo una folla di homeless, stesi a terra: sono folli, sono drogati, sono solo poveri, chi sa, non sappiamo e tiriamo via
Il fatto è che nella nostra società complessa e strutturato anche l’aiuto ai bisognosi è strutturato e organizzato: ci sono una miriade di organizzazioni piccole e grandi con un esercito di volontari che cercano di occuparsi di ogni tipo di bisognosi ma non si riesce sempre a occuparsi di tutti. Allora succede ogni tanto che qualcuno muore di freddo , che qualcuno rimane morto in casa per settimane, che qualcuno si suicidi nella più totale solitudine.
Si tratta di fatti che avvegngono tutto l’anno ma che durante le ferie possono infittirsi. Che fare allora? Quello che occorre fare sempre: organizzare l’aiuto, l‘ascolto, il soccorso anche durante il periodo delle ferie. Il dolore e il bisogno non vanno in ferie come non va in ferie la vita. Nemmeno la carità deve andare in ferie: occorre fare dei turni se necessario perchè la rete della assistenza non può fermarsi.
Se ci verrà chiesto nel giorno supremo:
ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui straniero e non m'accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste".
non potremo certo rispondere: ma eravamo in ferie
---------------------------
Per critiche e commenti: giovannidesio@gmail.com
Per approfondimenti : www.giovannidesio.it (§)