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Felicità
Giovanni De Sio
Sabato,18 settembre 2010
Giambattista Vico sosteneva che attraverso la storia delle parole si
potesse trovare il loro VERO significato. Ormai però non si crede
più che esiste un "vero" significato delle parole ma che il loro
significato cambia attraverso le epoche: spesso questo ci fa rendere
conto del cambiamento di weltanschauung, del modo di vedere la realtà,
della mentalità della gente, come si usa dire comunemente.
Prendiamo ad esempio la parola felice
In origine "felicità" significava semplicemente “fecondo”, che da
frutti ad esempio “campania felix”=campagna fertile e quindi anche
significava anche prosperità ,benessere
Invece nel passato al nostro significato di "felice" corrispondeva
invece il termine "beato" ed aveva significato propriamente religioso
Infatti in inglese “beato” si traduce : “blessed”( by God) (bendetto
da Dio) o blissiful (pieno di benedizioni)
Un tale mutamento di significato non è un fatto accidentale,come in
altri casi, ma una profondo rivolgimento culturale. Fino al 700 l’idea
dominante era che nel mondo potesse esservi la prosperità ma che la vera
felicità (nel significato moderno , cioè in quello di “beatitudine”
nel passato) poteva esservi solo in Dio e nella vita futura: nella vita
nel mondo c'era solo prosperità Gli uomini santi erano i beati (
felici) quelli che guardavano alla terra potevano aspirare solo al
benessere
Un matrimonio “felice” era quello in cui vi era fecondità (molti figli)
prosperità, benessere, un buon equilibrio e cose del genere : niente
altro poteva chiedersi dalla vita perche la beatitudine veniva solo da
Dio e solo i santi erano beati
Con il romanticismo dell’800 invece si cominciò a pensare che il
divino fosse anche in questo mondo e sorsero le religioni laiche come
quelle della patria,della libertà, dell'arte e, in particolare,
dell'amore. Il termine felicità assunse man mano il significato
terreno moderno. L’amore, ad esempio, venne concepito come qualcosa di
assoluto, di eterno, immutabile, al di la del tempo, della realtà
concreta, qualcosa di divino insomma. L'amore romantico quindi vuole
l'assoluto e lo stesso processo ebbero ideali come la patria, e anche
la rivoluzione sociale. Cosi si cominciò a usare un linguaggio
religioso usando termini come martiri del Risorgimento, profeta della
libertà. apostolo dell’unità: in seguito poi il socialismo e il
comunismo soprattutto, assunsero proprio le caratteristica di una vera e
propria religione terrena.
Il capovolgimento dell’antico concetto della vita si riflette quindi
nella cambiamento del significato del temine “felicità” L’uomo moderno
non vive più in attesa della morte che solo gli può assicurare la
felicità (beatitudine) ma cerca la felicità in questa vita anche quando
crede nell’altra
Che questa visione della felicità terrena possa conciliarsi con lo
spirito profondo del cristianesimo è cosa da esaminare attentamente
caso per caso : non può essere esclusa a priori ma nemmeno accettata
acriticamente.
Per critiche e commenti: giovannidesio@gmail.com
Per approfondimenti : www.giovannidesio.it
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