Pubblicato  in APPUNTI , settembre  2007:                                                                 HOME

 

 

BENALTRISMO E LAVAVETRI

Giovanni De Sio Cesari

 

Spesso quando si parla di questo o quel provvedimento particolare per risolvere o, almeno, contrastare un certo inconveniente, una situazione spiacevole si sente rispondere che “ non si risolve nulla cosi : ci vuol BEN ALTRO “ e quindi si passa a enunciare una serie di misure che dovrebbero risolvere alla radice, alla fonte ,a monte ,come pure si dice, la situazione. Per questo atteggiamento mentale è stata coniata lo scherzoso  neologismo di ” BENALTRISMO “ Ma in realtà si tratta di un problema serio. di un modo di porsi di fronte alla realtà che ha grande peso nella nostra vita politica e civile e che quindi va esaminato con attenzione

 Per fare qualche esempio: alcuni sindaci hanno annunciato multe per i lavavetri ai semafori. Alcuni hanno approvato , altri disapprovato, ma i BENALTRISTI hanno detto che  per combattere il fenomeno ci vuole “ben altro”: affermano che bisogna invece colpire il raket dei lavavetri,.

 In realtà il ragionamento che fanno i BENALTRISTI è teoricamente corretto e  razionale: perchè prendersela con il poveraccio che si procura qualche soldo per campare come meglio può: bisogna invece colpire il raket che starebbe dietro di essi: e se poi si approfondisce il discorso si arriverà pure al disegno di una nuova società che certamente (anche se non si sa quando ) si instaurerà togliendo tutto il male e l’ingiustizia che sta nel nostro marcio mondo e cosi via

 Ammettiamo  di condividere  certe valutazione e certi  principi: il ragionamento pare ben fondato.

 Tuttavia come fare a colpire il raket che starebbe dietro i lavavetri? Non sappiamo  in effetti nemmeno se esso ci sia veramente o meglio che dimensione e misura esso avrebbe. Come poi riuscire a impedirlo: il “benaltrista” non da indicazioni pratiche operative, non per pigrizia , si intende, ma semplicemente perchè in concreto misure del genere sarebbero oltremodo complesse e soprattutto  inefficaci. Come poter individuare i loschi profittatori: e anche se li individuassimo come poi riuscire a farli condannare adeguatamente?  Ci vorrebbero forse leggi speciali, norme specifiche? E poi soprattutto, ammesso che riuscissimo ad eliminarne alcuni non ci sarebbero sempre altri che ne prenderebbero il posto ?

In pratica colpire il raket dei semafori  è  una nobile  aspirazione che tutti condividono ma  che nessuno  vede come possa essere  concretizzata.

 Invece fare la multa o fermare il povero lavavetro è cosa semplice : se ci fosse una volontà politica di realizzarlo avrebbe effetto in poche ore come in realtà i lavavetri sembrano  spariti in un giorno in quelle città che hanno adottato  il provvedimento.

Questo significa in pratica che il ” benaltrismo”  in realtà si conclude nel non far nulla. che la richiesta di fare tutto  quello che DOVREBBE  essere fatto si traduce nel non fare quel poco che PUO’  essere fatto 

 

 Se poi approfondiamo le ragioni pensiamo a una società piu giusta, senza classi,senza differenze razziali,  senza poveri,  insomma a una società con un modello molto diverso dal nostro e da quello di tutte le società fina ad ora storicamente costituite

 Il che è senza altro una nobile aspirazione: ma quando essa potrà realizzarsi? Non sarà certo per questa generazione, e nemmeno per quella che segue e nemmeno per la prossima ancora: forse avverrà, ma  in un futuro imprecisato e imprecisabile

Nel frattempo i lavavetri laveranno ancora i vetri e anche la generazione che segue e quell’altra  ancora?

 

Il “benaltrismo” ha manifestazioni molto ampie,il caso del lavavetri era solo un esempio, diciamo, banale:facciamone qualcuno più importante

Per il “benaltrismo”   la pace non si fa con un accordo che contemperi gli opposti interessi  ma con la comprensione dei popoli, la fratellanza universale,   il superamento dell’aggressività  e degli  egoismi. E’ gia tanto difficile riuscire a mettere d’accordo Palestinesi e Israeliani per delimitare i confini dei due stati che dovrebbero formarsi  che da tanti decenni la diplomazia ci prova senza successo: immaginate se si dovesse aspettare che si raggiungessero quelle mete

 Per la droga il” benaltrismo” pensa all' educazione dei giovani, a una famiglia più partecipe, a un mondo in cui non ci siano tante frustrazioni: nel frattempo la droga dilaga e distrugge la  vita di tanti.

 Alcuni “benaltristi” si dicono d’accordo su una scuola meritocratica ma solo se ci fosse  essere una società senza classi : ma nel frattempo che facciamo, aboliamo il merito nella scuoia?

La delinquenza nasce dalle storture della società: forse è vero ma nel frattempo che quelle storture siano raddrizzate che faremo: lasciamo in giro assassini e stupratori ?

Il discorso potrebbe continuare all’infinito.
La grande forza di persuasione del “benaltrismo” sta nel fatto che effettivamente afferma cose giuste e vere: quello pero di cui pare non rendersi conto è che la politica è l’arte di quello che si può fare “hic et  nunc” (ora e qui) e non di quello che si potrebbe fare se il mondo fosse diverso da  quello che è

Per cambiare il mondo occorre che facciamo quello che “è possibile” fare: se diciamo che ci vuole altro che però non si può fare “hic et nunc“ non faremo nulla e quindi non cambieremo nemmeno quel mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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