PARTE SECONDA 

3) CRISI DELL'AUTOGOVERNO

Il capoclasse Domenico P. si dimostra sempre più inadeguato al suo compito. E' incapace di imporsi ,si lascia intimorire dai più prepotenti provocando le ire degli altri. L'insegnante comincia a preoccuparsi  non solo per la riuscita dell'esperimento ma anche e soprattutto per le conseguenze negative che il palese fallimento può avere  sull'animo già timido dell'alunno. Destituirlo per incapacità sarebbe una umiliazione ancora maggiore di quello che Domenico P. prova quotidianamente  per i suoi insuccessi  come capo. L'insegnante allora escogita un sistema per salvare insieme la dignità dl capoclasse e il buon funzionamento  del governo. Pensa dunque di affiancare  al capoclasse un altro alunno più capace  che senza formalmente esautorarlo, praticamente possa sostituirlo  ogni volta che ce ne sia bisogno. Si istituisce cosi la  carica di "capofila"  Il termine deriva al fatto che ufficialmente gli viene affidata la funzione di guidare la fila  degli scolari durante i giochi all'aperto. Insensibilmente  però il maestro farà poi in modo che il capofila abbia compiti sempre meno distinti da quello di capoclasse  per ovviare alla manchevolezza di quest'ultimo.

Riportiamo quindi il seguente cartellone:

AVVISO n 5

Zn ,16 gennaio

Viene istituita la  carica di capofila.

Ad essa viene designato dal maestro:Carmine D

 L'alunno designato è quello che fu eletto la prima volta e che pare il più maturo socialmente. Egli prende in mano infatti la situazione esautorando di fatto il capoclasse da ogni funzione. A questi rimane solo qualche ombra: siede nel banco apposito, è il primo che viene interrogato, marcia in testa alla fila all'entrata e all'uscita  dalla scuola.

Va notato che i ragazzi non fanno soverchia attenzione all'anomalia della situazione. Accettano tranquillamente la situazione senza farci troppo caso.  Colpisce però il fatto  che si rivolgono direttamente al capofila  oppure ricorrono al maestro e non pensano mai una volta a rivolgersi al capoclasse che ancora detiene formalmente la carica. Il capoclasse viene semplicemente ignorato.

Si giunge così, passato il mese, al nuovo rinnovo delle cariche riportate dal solito cartello:

AVVISO n 6

Rinnovo degli incarichi:

Capoclasse: .Carmine D   eletto con voti 14

Capofila :       (designato dal maestro)

Segretario:Tommaso R.  (designato dal maestro)

Cassiere: Giuseppe M.      (designato dal maestro)

Bibliotecario:Aldo C.         ( designato dal maestro)

Pulizia: Raimondo M.      (designato dal capoclasse)

Porta e finestre:Salvatore S.   (designato dal capoclasse)

Lavagna: Giuseppe M        (designato dal capoclasse)

  Scrivano:Rocco C.          (designato dal capoclasse)

La scelta del capoclasse soddisfa l'insegnante. Si tratta proprio dell'alunno che il  maestro  ritiene il più maturo tanto che lo aveva nominato "capofila" :va notato che lo scarto dei voti è stato molto piccolo. 

La designazione degli incaricati da parte dell'insegnante ha seguito gli stessi criteri del mese precedente.

Ma dopo il primo ottimismo l'insegnante si accorge che le cose non vanno come dovrebbero. Vi sono sempre proteste , accuse nei riguardi del capoclasse. L'insegnante allora si mette ad osservare con molta attenzione l'operato del capoclasse. In realtà effettivamente egli opera dei favoritismi. Si tratta di fatti naturalmente assolutamente irrilevanti per una mentalità adulta ma che invece diventano di grande importanza agli occhi dei ragazzi.  Chiamare un  alunno prima di un altro a fare un esercizio alla lavagna può essere un fatto del tutto banale e irrilevante per un adulto ma per un fanciullo si può trattare di una grave, irreparabile ingiustizia. L'insegnante, giorno per giorno, rileva allora come il capoclasse si serva della sua carica per crearsi una specie di seguito personale  clientelare per assicurarsi probabilmente la sua rielezione. Si deve ammettere che il ragazzo mostra grande abilità : ma certo tutto ciò non può essere che di grande disappunto per il maestro. Altro che democrazia e autogoverno:qui siamo al sotto governo e alle clientele. Il maestro allora ritiene che sia necessario intervenire con la massima decisione. Aspetta solo l'occasione  che si presti ad esaltare la condanna dello stato di fatto che si era determinato .Dopo qualche giorno l'occasione si presenta.

Mentre i ragazzi giocano, l'insegnate si accorge che il capoclasse ha escluso da una certa gara un alunno, Alfonso A mentre sarebbe stato più giusto allontanarne un altro. L'escluso, Alfonso A. protesta vivacemente e l'insegnante interviene come non si fosse accorto di nulla. Invita quindi le parti a chiarire la situazione con calma. 

Carmine D.  comprende subito la situazione e cerca di superare il problema affermando che si era sbagliato. L'insegnante invece mostra di voler andare in fondo alla situazione. Interroga tutti gli altri, man mano vengono fuori le piccole  (ma grandi agli occhi degli alunni) irregolarità e ingiustizie compiute da Carmine D.  Gli si schierano contro anche quelli che erano stati da lui favoriti. L'insegnante allora propone di destituire il capoclasse ,la proposta è accettata per acclamazione quasi all'unanimità. Viene quindi redatto dallo scrivano il seguente cartellone:

 

AVVISO n 7

Il Capoclasse Carmine D. viene destituito perchè non si è comportato con la dovuta imparzialità.

Viene sostituito momentaneamente dal capofila Tommaso B

Siamo certamente di fronte a una vera e propria grave crisi dell'autogoverno. Non si tratta più solamente di una scelta infelice ma di una crisi strutturale vera e propria.

L'insegnante ritiene che sia necessario un certo periodo di tempo affinchè le polemiche si possano placare.
Formalmente tutto l'ordinamento rimane inalterato. Tuttavia il maestro praticamente limita molto tutto il suo funzionamento: le attività restano quindi in una fase di scarsa attività per circa un mese.