Pubblicato da Rassegna pedagogica, giugno  2013   HOME

 

 

 SORELLE AGAZZI: LA SCUOLA MATERNA  

 

 Giovanni De Sio Cesari

 

VITA E GENERALITA’

 Le sorelle Rosa e Carolina Agazzi proposero il loro metodo per le scuole dell’infanzia, definita   “Scuola  materna”  nello stesso periodo  nel quale  Maria Montessori proponeva la sua “Casa del bambino”. La contrapposizione fu netta fin dal primo momento e fu poi ingigantita, al di la degli ambiti effettivi, per il sovrapporsi di opposte indirizzi culturali. Maria Montessori ebbe grandissima fama all’estero specie nel mondo anglo sassone ma fu praticamente disconosciuta in Italia: le sorelle Agazzi, invece, quasi del tutto ignote all’estero, furono esaltate in contrapposizione alla Montessori prima del  clima idealistico e poi dalle  correnti di ispirazione cattolica che predominarono nel tempo Per tali motivi  le  Agazzi vengono in genere presentate in contrapposizione con la  Montessori.

Rosa Agazzi è nata nel 1865 e Carolina Agazzi nel 1870 . Passarono l'infanzia a casa di uno zio arciprete presso  Brescia. Rosa cominciò a insegnare  con 120 bambini dell’asilo e poco dopo  Carolina alle elementari I metodi allora realmente n uso erano quelli della risposta a memoria a domande come nel catechismo. Misero un po’ di ordine con la musica di un pianoforte. Furono in seguito “ scoperte” e valorizzate da un valente  ispettore scolastico,  Pietro  Pasquali, nel 1890. Passarono quindi in altre scuole dove man mano formarono  il metodo (contrassegni, cure igieniche, cianfrusaglie.) Nel 1895 furono a Mompiano in provincia di Brescia  con 100 alunni, un'assistente, in una vecchia sacrestia e un po di  materiale froebelliano.

 Nel 1998 tennero una relazione a Torino oggetto di   molte critiche per le Agazzi che erano ancora inesperte di polemiche. Dal 1900 divennero sempre più note e quindi furono considerate asilo modello, tanto che nel 1908 si prospettò la possibilità di annettervi una scuola normale  per insegnanti  ma poi non si fece nulla. Dopo la Prima Guerra Mondiale  furono poi chiamate a Trieste nel 2920 per le scuole alloglotte: si voleva che i bambini appartenenti ad altri gruppi linguistici (slavi) imparassero l’italiano fin dai primi anni: si innesto quindi un complesso problema politico etnico a cui le Agazzi erano del tutto estranee.   Nel 1927, inaspettatamente, il comune di Brescia le collocò a riposo e questo fatto le amareggiò molto. Tennero ancora per molti anni corsi e conferenze, Nel 46  mori Carolina e nel 50 Rosa. quasi dimenticate.  Rosa fu l’unica che scrisse ma anche Carolina ebbe pari merito nella elaborazione del metodo. Notevole pure il contributo di Pietro Pasquali.  che viene pero sistematicamente disconosciuto .

NOTA

 In Italia la terminologia riguardante la scuola per l’infanzia ( dai 3 ai 6 anni) può dare adito a equivoci. A livello pedagogico: il “ giardino di infanzia” si riferisce a  Froebel, l' ” Asilo infantile” a  Ferrante Asporti, la “Casa dei bambini” a Montessori , la  “Scuola materna” alle Agazzi 

Nel linguaggio comune indichiamo, però, con asilo (infantile) tutte le scuole per l’infanzia e non quelle ispirate a Ferrante Asporti che non esistono più cosi come non esistono piu quelle ispirate a Froebel  e tuttavia nei paesi germanici e anglo sassoni si parla di Kindergarten (giardino di infanzia)   Poichè poi in Italia alla istituzione generalizzate delle   scuole per l’infanzia ( dette anche scuole del grado preparatorio) prevaleva l’indirizzo delle  Agazzi  il termine  di “Scuola materna”  è stato dato a tutte le scuole per l’infanzia senza particolare riferimento alle Agazzi 

 

SCUOLA MATERNA

Le Agazzi chiamarono il loro metodo “ Scuola materna” :  non significa solo che deve regnare l’affetto materno ma anche che deve essere un ambiente naturale del bambino, cioè la  famiglia senza eccessive preoccupazioni teoriche e schemi, senza “scuola” , educazione fatta da immediatezza.

Le Agazzi non intendevano preparare il bambino alle elementari ma svolgere la sua personalità cosi come anche Montessori ma su un piano molto diverso  Il rapporto fra scuola materna ed elemenetare era  poggiato sul rapporto gioco lavoro

 Cianfrusaglie: Non si usa il materiale costoso e brevettato  ( materiale montessoriano) ma le "cianfrusaglie" cioè quegli oggetti di nessun valore  che si trovano nelle tasche dei bimbi. Su questo materiale si fanno interessanti osservazioni secondo le abilità della maestra.  Vengono poi date ai  bambini in busta perchò li riconoscano

Contrassegni. Tutti gli oggetti hanno un contrassegno corrispondente al singolo alunno che deve imparare a riconoscere i singoli oggetti 

Ai più piccoli si danno contrassegni concreti  (fiori, tromba) ai piu grandi schematici ( figure geometriche ) al contrario di Froebel  che partiva dal  più schematico .

Educazione linguistica Non si deve forzatamente parlare al bambino degli oggetti  (come voleva  Froebel per i “doni”) perché la parola del maestro si pone fra il dono e il bambino e non lo aiuta nella lingua. Occorre invece la conversazione fatta come gioco o anche come esercizio di lingua che vengono poi subito applicati  Il linguaggio non si apprende con la nomenclatura  ma con la riflessione e la conseguente espressione Interpretano la lingua  come mezzo di comunicazione  ed operativo ma ( a somiglianza dell’Aporti) non  tralascino il valore espressivo e estetico.

Non si insegna a scrivere: in particolare notevole la lettura di oggetti: bisogna dire i nomi degli oggetti disposti su mensole da sinistra a destra

Igiene Mentre Foebel dimentica quasi del tutto il bambino come corpo,  le Agazzi lo considerano molto ampiamente. Il pranzo e l’igiene assumono  una funzione educativa fondamentale : la maggior parte del tempo i bambini lo passano a lavare se stessi e le cose. L’innalzamento del livello sociale rende inattuale tutto  questo :  ma da notare che l’igiene è un mezzo di educazione e non fine a se stesso

Lavoro Si applica il principio del lavoro  con le mani  (fare le cose in modo logico )  Bisogna distruggere tutto alla  fine dell’anno scolastico:,il lavoro deve essere fatto dai bambini e non per mostre

 Educazione morale e sociale  viene perseguita  soprattutto   nell’aiuto che i grandi prestano ai più piccoli nelle esigenze quotidiane  come vestirsi lavarsi ecc . Viene anche richiesto il rispetto della proprietà comune e quella dei singoli alunni.  :Si tratta di una attività pratica concreta e non di principi astratti che il bambino non potrebbe comprendere. Nella Montessori invece ogni bambino lavora per conto suo e i rapporti sono limitati semplicemente a non darsi fastidio reciprocamente e a rapporti cortesi, non aggressivi   I bambini sono lasciati liberi e sono ridotti al minimo gli esercizi comuni e su comando  (come cavallini ammaestrati)

Religione: viene riconosciuto come insegnamento, si raccomanda di mostrare la figura di Gesu bambino  nella scia di una religiosità concreta  

 

INTERPRETAZIONE DI ALDO AGAZZI

 Molti  sostennero che il metodo Agazzi  era l’insieme di espedienti seppure validi e magari  geniali ma  senza una visione organica e scientifica. Tale  tesi fu combattuta strenuamente da Aldo Agazzi,(1906. 2000,) pedagogista omonimo ma non parente, di ispirazione cattolica. negli anni '50

  Organicità:. la mancanza di organicità è solo apparente e non intrinseca  Se metodo scientifico significa partire dalla realtà  per giungere alle leggi generali (e non partire da concetti astratti) il metodo Agazzi è propriamente scientifico. Invece  con Montessori si partirebbe  da premesse teoriche  deterministiche non adatte all’uomo che è spiritualità e libertà  .

Sintesi storica Le Agazzi hanno risposto ai tre problemi che da Rousseau in poi si è posta la pedagogia  fra di loro implicantesi: la psicologia, l’ambiente e l’educatore. Il metodo Agazzi risponde a tutte e tre. Per la psicologia  si tratta di quella più valida nata dal contatto concreto con il bambino e non quella dei laboratori. Per l’ambiente naturale è quello della famiglia , l’educatore si deve modellare su quello della madre. Il metodo si pone  come la sintesi delle istanze di Comenio, Aporti e Froebel

Cardini fondamentali del metodo sarebbero il gioco e l’ordine interiore:  si fa notare al bambini l’ordine e il disordine  ( del giardino ad esempio)  e si mira all’ordine interno attraverso l’ordine esterno L’ordine deve essere fatto dagli stessi alunni.

Globalismo  i principi psicologici di Montessori sarebbero superati in quanto strettamente basati sull’associazionismo positivistico In seguito agli studi di Decroly è prevalso invece il globalismo la teoria  secondo la quale il bambino vede prima il tutto e poi le parti  e non prima le parti e poi l’insieme  come nell’associazionismo) Il globalismo si ritrova in pratica, anche se mai teorizzato, nel metodo Agazi che parte sempre dal concreto cioè da oggetti visti nel loro insieme  senza esercizi associazionisti che erano la base del metodo Montessori. Pertanto Aldo Agazzi sostiene che la vera scientificità si trova in Agazzi e non in Montessori Si afferma  che questo dipende dal fatto che le  Agazzi provengono dalla scuola e non dal laboratorio  “dove si sta con il camice bianco” ( riferimento a Montessori che in realtà non è mai stata in un laboratorio) e per questo  sono in accordo con le più recenti ricerche psicologiche

Interessi  La pedagogia moderna ha bandito il concetto di sforzo  per ricercare l’interesse. Si è cercato di classificarli da parte dei naturalisti ma ogni classificazione  è apparsa sempre  parziale e astratta. in quanto l’interesse muta continuamente secondo le circostanze.  Il problema sarebbe stato  risolto brillantemente  dalle Agazzi con le cianfrusaglie che per essere raccolte e conservate  dal bambino sono i suoi interessi concreti e reali.

 Concetto  fondamentale è che   bisogna guardare al bambino  nella sua totalità  e che deve svolgersi in un ambiente naturale cioe la scuola materna  esemplificata sulla casa ( non l’ambiente artificioso  di Montessori )

I metodi artificiali  di Montessori hanno bisogno di grandi apparati che con le risorse e i mezzi coprono le manchevolezze dei principi  Invece i metodi buoni hanno bisogno di mezzi semplici e naturali.

 il metodo Montessori nella pratica italiana è preferito a quello Agazzi  non per difficoltà materiali  ma per manchevolezze proprie 

 

 ALTRI CRITICI   

Lombardo Radice (1879-1938, il maggiore pedagogista neo idealista) scoprì  le Agazzi negli anni'20  e ,con la sua autorevolezza, diede loro la notorietà.  Ribattezzò il metodo Agazzi come il “metodo  italiano.”( termine pero non usato  in seguito) Esalta moltissimo le Agazzi che Interpreta idealisticamente e disconosce completamente Montessori che gli appare un residuo dell’abborrito positivismo  Approva insegnamento linguistico, e cianfrusaglie ma non sufficientemente valuta educazione sociale, igiene, psicomotoria

Codignola  (1885-1965 )di ispirazione laica e pragmatica)  .invece svaluta del tutto le Agazzi:  si tratta di espedienti pratici di non grande importanza

Mario Casotti (1896-1975, cattolico)  interpreta cattolicamente  Agazzi .Se  Montessori trascura l’estetica  Lomabrdo Radice   esagera in senso opposto risolvendo tutto in essa. Il giusto mezzo è nella Agazzi  che danno con i contrassegni, precedenza al concreto, che diviene principio di pedagogia. 

Roberto Mazzetti (1908. 1981, di ispirazione variamente socialista, scrive di Agazzi )negli anni '60    il clima democratico dell’anteguerra aveva apprezzato l’opera di Agazzi  Nel dopoguerra nelle mutate condizioni politiche  fu esaltata per la italianizzazione delle  zone alloglotte. Respinge  la interpretazione idealistica e quella spiritualistica ( cattolica).

Non riconosce  l’importanza teorica alle  alle   Agazzi  ma riconosce la validità del metodo. Non bisogna sempre  contrapporre Agazzi e Montessori  in quanto ambedue sono mosse dall’idea di rendere partecipe il bambino ma mentre Agazzi ha maggiore consapevolezza per l’ambiente naturale  e per le cose comuni, Montessori  ha una maggiore consapevolezza psicologica dello sviluppo del bambino