Pubblicato in  Italianotizie 20/09/21  Home

 

Verso una  dittatura in Cina?

 

 

 

 

 

 

Giovanni De Sio Cesari

Gli osservatori occidentali  concordano in generale  sul fatto che Xi Jinping sta operando una svolta nella politica cinese che porterà lentamente  a una dittatura. Molti lettori si chiedono: ma in  Cina manca già ogni liberta , è un regime pervasivo  e  quindi non è già regime  dittatoriale?

 Bisogna allora chiarire i concetti di dittatura e regime illiberale ( senza libertà)  che non sono la stessa cosa.

Infatti nel passato tutti o quasi i regimi politici non contemplavano la liberta nel senso moderno ma il concetto di dittatura è nato solo nel secolo scorso. Nel passato generalmente il governo era costituito dal  sovrano (dai faraoni allo zar  del  1917)  che era considerato il primo funzionari dello stato, al di sopra di tutti. Prendeva le decisioni politiche  secondo quello che gli pareva opportuno, in genere coadiuvato da una ampia cerchia di cortigiani. Come un  professore, un direttore delle poste, un manager  privato agisce secondo il proprio criterio e non segue la volontà di alunni, impiegati o operai cosi il sovrano prende le decisioni che gli sembrano opportune senza seguire gli umori popolari. Certo la soddisfazione del popolo è un segno di buon governo come lo è  la soddisfazione di alunni, impiegati e  operai per professori, direttori o manager. Nell’800 questa idea è tramontata definitivamente  dappertutto e la sovranità è stata sempre e comunque riferita al popolo. Nelle democrazie il popolo esercita la sovranità attraverso elezioni pluralistiche con il presupposto necessario della libertà  ma in altri casi si afferma l’idea  del dittatore come di persona che interpreta direttamente e personalmente la volontà popolare  In genere il consenso  viene  manifestato con adunate oceaniche:  Hitler e Mussolini, Stalin e Mao. Il dittatore ha in sostanza un mandato a vita come i sovrani ma esso non è ereditario. Nessuno pensava che i figli di Mussolini o di Stalin sarebbero succeduti ai  padri.

Nel disegno politico della Cina contemporanea, ideato alla fine del secolo scorso  da Deng Xiaoping,   era esclusa la  figura del dittatore soprattutto  perchè il mandato a presidente era di 5 anni, rinnovabile una sola volta. Lo stesso Deng a un certo punto si ritirò a vita privata e il sistema cominciò a funzionare regolarmente.

 In pratica tuti i presidenti sono rimasti al governo per 10  anni e prima che scadesse il secondo mandato veniva individuato un nuovo presidente  che man mano si impratichiva e quindi entrava in carica allo scadere del mandato del precedente  

 Cosi è avvenuto tre volte nella storia recente della Cina : Yang Shangkun (8 aprile 1988 - 27 marzo 1993),Jiang Zemin (27 marzo 1993 - 15 marzo 2003)   Hu Jintao (15 marzo 2003 - 14 marzo 2013)

Xi Jinping  invece ha fatto abrogare il limite dei 10 anni e quindi governerà ancora a lungo, presumibilmente per tutta la vita .

  Deng prevedeva anche altri bilanciamenti del potere . In realtà il potere supremo e detenuto da un piccolo numero , fra i 5 e 7, componenti del poco appariscente  Comitato Permanente del Politburo. scelti fra i 24 membri del Polutburo del Partito Comunista Cinese  che in effetti avevano  un potere di controllo e decidevano il rinnovo del presidente dopo i primi 5 anni e  individuavano il nuovo presidente. Con le riforme di  Xi Jinping però questo organo pare perdere. in concreto, il potere di controllo insieme a quello  di confermare il presidente e individuare il nuovo.

Al presidente è affiancato anche da quello che in Occidente definiamo impropriamente primo ministro, il direttore del  Consiglio degli Affari di Stato, un organo esecutivo  che potrebbe corrispondere un po vagamento al nostro consiglio dei ministri.

Attualmente   riveste questo ruolo  Li Keqiang: tuttavia il suo potere pare sempre più ridursi rispetto a quello del presidente e infatti è molto meno noto  in  Occidente dei suoi predecessori

 Da Deng a XI abbiamo avuto cosi tre coppie sempre rinnovate dopo 5 anni  ma attualmente il  ricambio sembra tramontato e quindi XI pare assumere sempre di più un ruolo di  dittatore , con relativo culto della personalità proprio dei dittatori

In realtà l ordinamento cinese è sempre molto più  complicato e, come spesso avviene anche in  Occidente,  la lettera  del diritto costituzionale non corrisponde alla   realtà. Infatti il potere supremo in Cina spetta teoricamente alla Assemblea Nazionale del Popolo   ma essa si  riunisce solo una volta all’anno  per ratificare tutto quello che viene loro presentato. ( c’è stata pero recentemente qualche eccezione). I membri molto numerosi, 2970 vengono scelti in assemblee, praticamente secondo una cooptazione  e non esistono elezioni libere e pluralistiche naturalmente  Teoricamente è questo organo che prende le decisioni più importanti ed elegge anche il presidente  della repubblica ma in effetti anche per l’ eccessivo numero deiu componenti  non svolge realmente tale ruolo.

 Bisogna poi considerare che  lo stato è diretto per principio dal partito  comunista, una specie di diarchia, si dice spesso, ma in realtà le due entità in pratica coincidono  Ad esempio il presidente della  repubblica è pure il segretario del partito  Sono comunque ammessi dal 1990 anche altri 4 partiti minori fiancheggiatori dallo scarso potere

Deng costruì un potere illiberale e assoluto ma esso non si incarnava in una singola persona , un dittatore appunto. ma restava fondamentalmente  collettivo

Ovviamente anche se Xi Jinping si avvia alla dittatura, tuttavia questo non vuol  dire necessariamente che la sua opera sia peggiore di quella dei suoi predecessori.

 La Cina si trova, malgrado le apparenze,  in difficolta. Le esportazioni che sono state la base del miracolo  cinese trovano sempre più difficoltà in Occidente, preoccupato per la desertificazione industriale che provocano e comunque si va diffondendosi uno spirito anti cinese,  che a volta prende l’aspetto di una nuova guerra fredda.

 Già nel 2018 si è solennemente ratificata  la  svolta  di dirigere la produzione non tanto verso le esportazione  ma  verso  i consumi interni. Tutti i paesi veramente prosperi consumano quello che producono ma il sistema non decolla. Le masse cinesi sono ancora troppo povere per uno sviluppo dei consumi: il reddito pro capite è inferiore ai 20 mila dollari, piu o meno come un paese sud americano  come il  Messico e  pressappoco la meta di quello italiano. Molto pochi  hanno invece patrimoni sconfinati

Molto forte è anche la corruzione che si è diffusa a ogni livello

Xi Jinping allora presenta l’espansione dei  suoi poteri come una necessità  per superare queste difficoltà.

Inoltre  la Cina si considera sempre un paese comunista anche se con la svolta di Deng ha assunto un sistema capitalistico Ma esso viene considerato come una parentesi, un preparazione alla instaurazione del comunismo, il fine dichiarato ufficialmente e tuttora è obbligatorio lo studio del marxismo.  Ma ora lo istanze  comuniste di uguaglianza  economica riprendono forza  tanto che qualcuno pensa che Xi Jinping  si prepari a una nuova Rivoluzione Culturale. Ci pare improbabile  ma molte  cose accadono nella storia ritenute qualche momento prima impossibili.